image_map

Dichiarazione d'intento per gli esportatori abituali 2017

17 feb 2017

Condividi:


Il 1.03.2017 entrerà in vigore il nuovo modello di dichiarazione d'intento per gli esportatori abituali che rafforza i controlli, anche presso i fornitori, sul superamento del plafond.

La dichiarazione di intento è lo strumento che gli esportatori abituali devono utilizzare per acquistare beni e/o servizi senza applicazione dell’IVA.

Come è noto, tali contribuenti hanno facoltà di effettuare acquisti in regime di non imponibilità fino ad un plafond predeterminato, anche per acquisti effettuati in Italia. Va da sé che tale facoltà si deve accompagnare ad una serie di controlli. In effetti l’Agenzia effettua tali controlli anche presso i fornitori che, pertanto, sono soggetti ad adempimenti e esposti a rischi sanzionatori.

Gli adempimenti in materia, negli ultimi anni, sono cambiati più volte. L’ultima svolta si è determinata con il Provvedimento del 2.12.2016.

Quest’ultimo documento ha modificato il modello di dichiarazione d’intento (Mod. DI) e previsto nuove istruzioni.

Il nuovo modello, come esplicitato dall'Agenzia nel provvedimento, non apporta modifiche sostanziali al diritto degli esportatori abituali di effettuare operazioni di acquisto senza applicazione dell’imposta sul valore aggiunto, ma risponde all'esigenza di porre in essere un più puntuale monitoraggio ed una migliore analisi del rischio delle operazioni allo scopo di contrastare fenomeni evasivi e fraudolenti connessi all'utilizzo improprio di tale regime agevolativo.

La procedura di fondo rimane invariata: l’esportatore abituale invia la dichiarazione d’intento in modalità telematica all'Agenzia delle Entrate e ne invia un estratto al fornitore insieme agli estremi di presentazione. Il fornitore è onerato di riscontrare la genuinità della dichiarazione presso un apposito sito messo a disposizione dell’Agenzia.

Ma cosa cambia e da quando?

Attualmente l’esportatore abituale ha tre opzioni a disposizione per ripartire il plafond, complessivamente a sua disposizione, segnalando al singolo fornitore:

    • l’intenzione di utilizzare il plafond per una singola operazione;
    • l’intenzione di utilizzare una porzione del plafond per più operazioni di acquisto;
    • di considerare non imponibili tutte le operazioni effettuate in un determinato periodo senza specificare un plafond.

È facile rendersi conto che dall'ultima opzione deriva la più elevata frequenza di splafonamenti. Per tale motivo l’opzione è stata eliminata dai nuovi modelli.

Il modello, secondo le stesse istruzioni, dovrebbe essere utilizzato per le lettere d’intento relative alle operazioni di acquisto da effettuare a partire dal 1.03.2017, ma l’Agenzia (Ris. n. 120/E/2016), per evitare inutili aggravi, ha chiarito che le dichiarazioni già presentate con i primi due metodi, cioè per “una sola operazione (fino a €)” o per le “operazioni fino a concorrenza (di un importo in €)” restano valide.

Le altre dichiarazioni di intenti scadono, invece, il 1 marzo.

La modalità soppressa era quella più utilizzata. Con le rimanenti modalità gli operatori dovranno prestare maggiore attenzione alla ripartizione del plafond presso i fornitori, eventualmente integrandolo ove necessario, mentre i fornitori dovranno a loro volta controllare i massimali assegnati.

Synergy Consulting ringrazia per l’attenzione riservatagli e rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, riservandosi la facoltà di tenervi costantemente aggiornati sulle novità e relativi adempimenti di Vostro interesse.